Nel palazzo Nievo di Mantova

La biblioteca Nievo a Mantova
Le biblioteche in casa Nievo

di Fausta Samaritani

Il 25 gennaio 1843, alle ore 8 e mezza della sera, moriva Alessandro Nievo il nonno di Ippolito, lasciando come eredi legittimi gli otto figli viventi _ Antonio, Francesco, Nicola, Giuseppe, Luigi, Teresa, Carlotta, Anna _ e i quattro nipoti avuti dalla figlia di prime nozze Laura, maritata con Federico Gobio e morta nel 1829. Secondo le complesse disposizioni testamentarie, al figlio primogenito Antonio, padre di Ippolito, andava la maggior la maggior parte dell’ereditÓ di Alessandro. PoichÚ tre dei nipoti erano minori di etÓ, come atto dovuto il Tribunale ordin˛ l’inventario dei beni lasciati da Alessandro Nievo. Per questo motivo esiste l’elenco dei libri della biblioteca di Alessandro, redatto anzi in triplice copia: due copie si trovano all’Archivio di Stato di Mantova (Tribunale Civile e Commerciale di Mantova, f. 2565) mentre la terza Ŕ all’interno di un’incompleta copia conforme dei beni di Alessandro, rilasciata a Giuseppe Nievo zio di Ippolito e conservata oggi alla Fondazione Ippolito Nievo.

Alessandro Nievo indica la Nike neoclassica, scultura in marmo della sua collezione.

 

Il Tribunale aveva dato incarico ad un libraio di stendere l’elenco e di esprimere in Lire austriache il valore di ogni opera. L’esiguitÓ del valore attribuito ai libri ci sorprende: ma bisogna tener conto che il libraio li consider˛ quasi tutti “usati”, e non “antichi” come oggi noi li classificheremmo.

Varie e complesse furono le vicende che portarono ad una concordata divisione dell’ereditÓ di Alessandro Nievo. Antonio rilev˛ la parte spettante al fratello Francesco e alla fine si trov˛ padrone dei “gioielli” di casa Nievo: la villa di campagna a Fossato _ ereditata a suo tempo direttamente dal nonno _ una parte dei terreni agricoli a Fossato, con case rurali e con l’oratorio, l’intero palazzo Nievo (oggi Angeli Duodo), sito a Mantova in contrada Corta 732, completo degli arredi, delle collezioni d’arte e della biblioteca.

Nell’elenco, che qui si pubblica per la prima volta, ci sono i titoli di tutti i libri di Alessandro Nievo. Una parte di questa biblioteca era stata raccolta da suo padre Giovanni Battista, morto quasi novantenne nel 1837. Questi sono anche i libri che nel 1847 Ippolito _ iscritto al primo Corso del Liceo Virgilio di Mantova, dopo gli anni veronesi del Ginnasio _ trov˛ in casa a Mantova.

Due parole sul manoscritto di Federico Amadei, registrato al numero 176. L’edizione integrale di questa opera imponente è stata pubblicata nel 1955-1957 dalla C.I.T.E.M. Oltre ai tre manoscritti lì descritti, ne esistono altri in collezioni private mantovane; ma non sappiamo chi sia oggi in possesso dei due volumi in folio appartenuti ad Alessandro. L’evidente pasticcio di date, nell’elenco dei suoi beni librari, non ci aiuta.

Poco sappiamo della biblioteca posseduta da Antonio Nievo e da sua moglie Adele Marin, che nel 1843 risiedevano ancora a Udine. Avevano certamente in casa le opere di Friedrich Karl Savigny, il fondatore e massimo esponente della scuola tedesca di storia del Diritto, poiché in alcune lettere degli anni Trenta ad Antonio Salvotti, Antonio Nievo parla di una laboriosa traduzione della Zattera della Medusa di Savigny che con gran fatica sta portando avanti. I coniugi Nievo avevano anche la copia della Storia della letteratura italiana di Girolamo Tiraboschi, in molti volumi, che ancora oggi si trova in casa Nievo e probabilmente anche l’edizione completa dell’Enciclopédie Diderot-D’Alembert.

Un capitolo a parte sono i libri conservati nel quarto del castello di Colloredo di Montalbano, avuto in eredità da Ippolita Colloredo, madre di Adele; e un altro capitolo a parte è rappresentato dai libri personali di Carlo Marin, nonno d’Ippolito, che andato in pensione dal 1846, si trasferì definitivamente nel Mantovano presso la figlia Adele. Una biblioteca che interessa particolarmente gli studiosi è quella personale di Ippolito Nievo. Ne abbiamo tracce, poiché gli eredi conservano oggi alcuni libri con la sua firma e altri sicuramente a lui appartenuti. Legati da un’unica copertina, Ippolito Nievo aveva due opere: Stello o i Diavoli turchini di Alfredo di Vigny, tradotto da Luigi Masieri nella edizione milanese del 1835 e il Viaggio sentimentale, pubblicato da Laurence Sterne con lo pseudonimo di Yorick e tradotto da Didimo Chierico (Ugo Foscolo) nell'edizione milanese del 1833. Tra i libri d’Ippolito c’erano anche il dizionario Vocabula latina et italica di J. Pasini edito a Milano nel 1846, una Roma antica opera settecentesca d'autore ormai illeggibile e una deliziosa Divina Commedia ottocentesca in formato mini.

Altri libri d’Ippolito, oggi di proprietà degli eredi: Lhomond, De viris illustribus Urbis Romae, 1842 (utilizzato per le tragedie Spartaco e I Capuani), Alphonse de Lamartine, Cours familier de littérature (sei fascicoli), 1856 (Nievo ne parla in alcune lettere e sulla Rivista Veneta del 12 ottobre 1856), Victor Hugo, Les Contemplations, 1856 (recensito da Nievo su La Lucciola il 26 agosto1856 e su Rivista Veneta il 24 agosto 1856).

Gli studiosi troveranno straordinari spunti di riflessione in questi elenchi di libri, poiché molti sono quelli che Ippolito Nievo utilizzò e citò ne Le Confessioni d’un italiano, in altre opere e nelle lettere, ad esempio L’Imitazione di Cristo di Kempis, Viaggio sentimentale di Sterne e le Regole del Corticelli. Tra i libri di Alessandro sono da segnalare l’edizione settecentesca di tutte le commedie e tragedie di Carlo Goldoni e la Storia d’Italia dal 1798 al 1814 di Carlo Botta. A questi elenchi di libri si devono aggiungere le riviste e i giornali di proprietà d’Ippolito Nievo, conservati alla Fondazione Ippolito Nievo e al Museo I. Nievo a Fossalta di Portogruaro, che sono stati un bagaglio essenziale nella genesi dei suoi interessi culturali e sono oggi una sicura fonte di indagine. Possiamo immaginare che in famiglia Nievo nutrita e colta fosse anche la conversazione, specchio esteriore della raccolta di libri, messi insieme da Giovanni Battista e da suo figlio Alessandro.

Fausta Samaritani

30 ottobre 2000 Aggiornamento 10 dicembre 2015

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Inventario della Biblioteca di Alessandro Nievo (apri) Attendere! la pagina si sta caricando

 

Dall'inventario dei beni lasciati in ereditÓ da Alessandro Nievo. 1843

Avvertenza: sono stati corretti alcuni banali errori, riscontrati nei titoli dei libri e nel nome degli autori; ma non Ŕ stata compiuta una sistematica indagine per correggere l’elenco, in tutti i suoi aspetti. Il confronto tra le tre redazioni ha permesso di verificare che alcuni di questi errori banali sono stati ripetuti, altri no.

Fausta Samaritani

 

La Pinacoteca di Alessandro Nievo (apri)