La posta della "Bigia"

Gentilissima Sig.ra Samaritani,

Vorrei complimentarmi per il suo sito che trovo decisamente notevole, e che può fare la gioia di ogni italianista interessato a Nievo. Sul sito della Casa dello Studente "Nievo" di Padova, di cui sono il webmaster, sarà inserito nell’elenco dei links anche il suo sito, ovviamente con "degno spazio" e verrà prossimamente inserita una pagina dedicata alla storia di un’altra Casa dello Studente di Padova, la "Meneghetti" che potrebbe interessarla, perché è nel palazzo rinascimentale in cui è nato Ippolito Nievo. Il palazzo, di proprietà della famiglia Querini (che nel 1900 posero una targa di pietra su un lato dell’edificio, per ricordare la nascita di Nievo) passò all’inizio del secolo alla famiglia Meneghetti. Egidio Meneghetti, farmacologo di fama, diresse assieme a Concetto Marchesi la Resistenza al nazifascismo degli studenti dell’Università di Padova. Sua figlia, studentessa di Medicina, morì durante la guerra di tubercolosi; dopo la fine della guerra Egidio Meneghetti cedette il palazzo all’Opera Universitaria, con l’impegno a trasformarlo in un pensionato per "studentesse di Medicina senza mezzi". Nel corso degli anni successivi l’Opera Universitaria estese l’accesso alla Casa alle studentesse di tutte le Facoltà; con la chiusura dell’Opera, la Casa passò all’ESU di Padova; la Casa è tuttora utilizzata come residenza universitaria per ragazze. Il palazzo, circondato da un piccolo giardino, è molto bello, ricco di affreschi e mobili di valore. Recenti lavori di scavo hanno permesso di rilevare la presenza di passaggi sotterranei, risalenti al periodo medioevale; sembra inoltre che una parte del palazzo sia stata edificata a partire dall’abside di una chiesa paleocristiana. Nievo nacque dunque in quel palazzo; non ho purtroppo altre informazioni relative alla sua permanenza lì. Saluti

Luca Pezzullo

Caro Luca Pezzullo,

Grazie delle notizie, non sapevo nulla d’Egidio Meneghetti. Nievo era figlio di un magistrato che fu trasferito a Soave e poi, nel 1837, a Udine. Sui primi anni padovani d’Ippolito non c’è quindi nulla da aggiungere, perché non lasciarono traccia nella sua memoria. Altra cosa sono stati gli anni universitari, le sue frequentazioni al Caffè Pedrocchi, l’amicizia con i compagni di corso, gli interventi su giornali bresciani e padovani, le lettere scritte da Padova. Detto in confidenza, poco mi cura della felicità degli italianisti interessati a Nievo, che ne hanno fatto materia universitaria e post-universitaria, lasciando ai liceali, al massimo, la cucina di Fratta. Se il circuito non si allarga, va in tilt. Ho provato a proporre Nievo in 5° Elementare e… l’aria frizzava! Volete parlare di nascita dell’idea di Nazione, di diritto al voto, d’istruzione alle classi diseredate, di lingua e dialetto, di passeggiate all’aria aperta, di cucina regionale, di pene d’amore? tornate a quello che scriveva Nievo. Volete chattare, dialogare, ciacolare? Vi do l’impulso, il tema, l’occasione, con parole semplici semplici scritte da Nievo. Cari saluti

Bigia

Messaggio per chi mi scrive: "Sono dolente, ma per ragioni di tempo non posso rispondere privatamente a richieste di suggerimenti bibliografici"

Scrivi a: Fausta Samaritani, 375, Via della Camilluccia, I_00135 Roma (Italia)

Ippolito Nievo online Ippolito Nievo online